Coltiviamo

e osserviamo quello che dalla terra nasce

La ricerca dimostra che l’educazione ambientale influenza la crescita, lo sviluppo e l’acquisizione di conoscenze e comportamenti dell’individuo.
Tale educazione si manifesta negli approcci strategici dell’insegnamento, dell’apprendimento e nelle pratiche educative ambientali di scuole e comunità che lavorano insieme.

L’orto è uno spazio dove convivono molteplici forme di vite. È un paese erboso dalle tante “meraviglie”. È il luogo del possibile e delle mille connessioni.

È un luogo pedagogico, naturale ricettacolo di saperi senza tempo, con le sue continue sollecitazioni allena ad accogliere l’imprevedibile, l’imprevisto e l’improvvisazione.

Incontrare le piccole presenze che popolano un pezzo di terra, scoprire il profumo di un fiore, prendersene cura, far passeggiare una formica tra le dita, cercare di ascoltare il lento movimento di un lombrico, scoprire un piccolo nido tra i rami, significa entrare in contatto con la vita nelle sue diverse forme, imparare a conoscerla e a rispettarla.

Coltivare una piccola porzione di terra per far sperimentare a bambini e bambine l’attesa, l’osservazione, l’immaginazione e previsione su ciò che è ancora invisibile agli occhi su qualcosa che, nasce, cresce, appassisce con un tempo lentoconsente di assaporare il piacere di ogni sensazione, di cogliere particolari e sfumature, di lasciar correre i pensieri e l’immaginazione.

Un piccolo orto è un vero e proprio laboratorio, un ricchissimo laboratorio che unisce le abilità manuali al pensiero astratto, che sollecita conoscenze scientifiche e richiama il pensiero logico e cronologico.

Un magnifico laboratorio multidisciplinare: perché, coltivare un orto è esercizio di pace e democrazia. Prendersi cura di un piccolo orto insieme ad altre persone (bambini e bambine, educatori, famiglie, cittadini del territorio) accomuna tutti nella dimensione della cura, dell’attesa, del rispetto, della partecipazione.

Vi aspettiamo nei nostri Villaggi per “far camminare una formica sulle dita, scoprire il profumo di un fiore e osservare un lombrico”